La ponderazione delle prove negli accertamenti analitici induttivi

La Corte di Cassazione con la sentenza 7033 del 21 marzo 2018 si pronunzia sulla valutazione degli accertamenti presuntivi ed afferma che “Manca difatti nella sentenza impugnata l’esplicitazione delle ragioni in base alle quali il Giudice d’appello ha respinto sul punto l’appello della contribuente; del tutto insufficienti a giustificare la decisione sono le apodittiche affermazioni secondo cui «il metodo di accertamento adottato, il cd. metodo analitico-induttivo, è legittimo sussistendo alla sua base presunzion gravi, precise e concordanti, così come previsto dall’art. 39 D.P.R. 600/73, che lasciano ritenere, senza dubbio alcuno, che le quantità di acqua ragia prelevate nell’anno 2002 siano state acquistate dalla R.C. Gas S.r.L. per il tramite della società Covermax S.r.L. che simulava l’acquisto di merce realmente destinata alla società» contribuente. 6.3. Nel caso di specie la sentenza impugnata risulta quindi decisamente insufficiente quanto alle motivazioni esposte a sostegno della ritenuta esistenza degli elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, addotti dall’Ufficio a sostegno dell’atto impositivo, avendo la CTR omesso di esaminare, in modo analitico e attraverso una ponderazione complessiva, le ragioni prospettate dall’Agenzia e dalla contribuente, che aveva prodotto copiosa documentazione a supporto delle sue difese (elencata analiticamente alle pagg. 69-72 ricorso). 6.4. Sussiste anche la denunciata violazione di norme di diritto, atteso che in tema di presunzioni, qualora il Giudice di merito sussuma erroneamente sotto i tre caratteri individuatori della presunzione (gravità, precisione e concordanza) fatti concreti che non sono invece rispondenti a quei requisiti, il relativo ragionamento è censurabile in base all’art. 360, n. 3, c.p.c. (e non già alla stregua del n. 5 dello stesso art. 360), competendo alla Corte di Cassazione, nell’esercizio della funzione di nomofilachia, controllare se la norma dell’art. 2729 c.c., oltre ad essere applicata esattamente a livello di proclamazione astratta, lo sia stata anche sotto il profilo dell’applicazione a fattispecie concrete che effettivamente risultino ascrivibili alla fattispecie astratta (cfr. Cass. n. 19485/2017).”

 

 

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