La Cassazione sulle società estinte.

La Cassazione con la sentenza 22.03.2018 n. 7236 afferma che per procedere nei confronti dei soci di una società estinta e del tutto insufficiente la mera notifica ad essi dell’avviso di accertamento emesso nei confronti della società̀ medio tempore estintasi, tale circostanza ponendosi solo come presupposto della proponibilità dell’azione nei confronti dei soci da esercitarsi con un autonomo e diverso arto impositivo che dia atto della sussistenza dei presupposti legittimanti la responsabilità del socio D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36. Segnatamente, nell’ipotesi di cancellazione della società di capitali dal Registro delle imprese, l’Amministrazione finanziaria può agire in via sussidiaria nei confronti dei soci, nei limiti di cui all’art. 2495 c.c., sino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, ma è tenuta a dimostrare i presupposti della loro responsabilità e, cioè, che, in concreto, vi sia stata distribuzione dell’attivo e che una quota di quest’ultimo sia stata riscossa, non potendo allegare per la prima volta in appello la circostanza, non dedotta in sede di accertamento, della distribuzione occulta di utili extracontabili.

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