Irretroattiva la modifica normativa dell’art. 20 del DPR 131/1986

Con la sentenza num. 4407 del 23 febbraio 2018 la V sezione della Corte di Cassazione ha affermato il principio di irretroattività dell’art. 20 del DPR 131/1986 dato che le “modifiche legislative sono sostanziali e non hanno natura interpretativa, sicché per gli atti antecedenti alla suddetta data trova applicazione il regime previgente dell’art. 20 e con esso l’interpretazione che la stessa Suprema Corte ne ha dato nei tempi più recenti, ovvero di norma di qualificazione giuridica della fattispecie. Ciò in quanto, sebbene nella relazione al disegno di Legge di bilancio 2018 si faccia riferimento all’art. 1, comma 87, lett. a), come norma avente l’obiettivo di “chiarire” il criterio di individuazione della natura e degli effetti che devono essere presi in considerazione ai fini della registrazione, il legislatore nel testo della stessa norma ha poi indicato che sono apportate al succitato art. 20 delle “modificazioni”, ragion per cui la norma non può ritenersi interpretativa, ma innovativa e, quindi, non retroattiva”.

Peraltro, si tratta di modifiche, secondo gli Ermellini, che inibiscono al Fisco un potere che, invece, sulla base della previgente formulazione dell’art. 20, questi poteva esercitare, ricorrendo a elementi extratestuali e a collegamenti funzionali oggi preclusi, sicché le novità introdotte dalla Legge di stabilità 2018 non possono certamente considerarsi interpretative e, quindi, retroattive.

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